Logbook of an italian cooperant in Middle East – and elsewhere

Archivio per luglio, 2017

SICILIAN GHOST STORY di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (2017)

Piccolo paesino sperduto in Sicilia, primi anni ’90. Luna frequenta la terza media e ha tre passioni: il disegno, scrivere sul diario segreto, e Giuseppe, il suo compagno di classe che la madre non vuole che frequenti. E invece Luna segue Giuseppe nel bosco, finché Giuseppe non scompare.

Sicilian Ghost Story 1

Ogni tanto, un film “di nicchia” con registi, cast e locations sconosciute fa il salto, attraverso passaparola, festival qua e là, anche stranieri, e rassegne estive. E’ proprio in un’arena estiva che abbiamo recuperato quest’opera che è quasi passata in sordina, schiacciata dalle esigenze dei multisala e da poco più di sei mesi di distribuzione nel Belpaese. Quasi ce la perdevamo, e sarebbe stato un peccato mortale.

Sicilian Ghost Story è un film di pancia, dagli elementi primordiali. Le immagini sono di quelle visionarie e a volte inquietanti, con elementi quasi fiabeschi. I dialoghi rarefatti, gli spiegoni assenti. Pochi ricorrenti luoghi, altamente simbolici (praticamente un bosco, una caverna e un lago); degli animali che vigilano sui protagonisti, quasi intervenendo sul loro destino; i sogni, che in un adolescente impaurito possono diventare incubi, e ridiventare di nuovo sogno.

Un film che è di pancia, richiede stomaci forti perchè è una fiaba ma dalle tinte più che nere. Ma alla fine è anche un film di cuore, atto d’amore nei confronti della verità contro tutte le evidenze, sicuramente anomalo ma affascinante e terribile allo stesso tempo, insomma imperdibile per ogni italiano, e non solo.

Sicilian Ghost Story 2

PER CHI AMA IL GUSTO DI: Vedere il mondo pauroso dei “grandi” attraverso gli occhi e i sogni degli adolescenti.

SCENA CULT: Il finale rarefatto, che ha causato un silenzio assordante nelle centinaia gli spettatori che uscivano dall’arena. Succede raramente.

FRASE CULT: “Per me se ti sogni una cosa, vuol dire che poi esiste”.

VOTO: 8

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PERFECT SENSE di David Mackenzie (2011)

Ecco uno dei miei film preferiti in assoluto.

USCITA ITALIANA: Non pervenuta!

Perfect Sense

L’incontro tra una epidemiologa e un cuoco ha le premesse di una storia d’amore, proprio mentre l’umanità sta per affrontare la più paurosa delle epidemie: la perdita dei sensi.

Film ingiustamente snobbato dalla distribuzione italiana, è il classico film da cineforum, per la tematica che solleva e il modo in cui la sviluppa: senza voler spoilerare troppo, è molto interessante vedere come ogni persona reagisca in modo diverso rispetto alla perdita di qualcosa che era normale fino a poco prima: c’è chi si arrende, chi si adatta, e chi s’innamora.

I sensi possono spegnersi ma non la capacità di amare (il “Perfect Sense” del titolo), ed è proprio grazie a questa particolarissima elegia dell’amore che premiamo a pieni voti questo gioiellino sconosciuto. Da vedere e far vedere a quanta più gente possibile, soprattutto in questa era di “letargo emozionale” creato dalla tecnologia.

PER CHI AMA IL GUSTO DI: riflettere su come sarebbe vivere senza alcune delle funzioni tanto essenziali quanto date ormai per scontato.

SCENE CULT: La perdita di un senso è preceduta dall’esatto contrario di ciò che la stessa perdita porterà. Rappresentazione molto interessante – quasi una sorta di contrappasso sensoriale.

FRASE CULT: “C’è l’oscurità, c’è la luce, ci sono uomini e donne, c’è il cibo, ci sono i ristoranti, le malattie, c’è il lavoro, il traffico, i giorni così come li conosciamo, il mondo così come lo immaginiamo. Sopraffatti dal dolore, le persone sono segnate da tutto ciò che hanno perso. Amanti che non hanno mai avuto, tutti gli amici partiti, il pensiero di tutte le persone ferite…”

VOTO: 9

Perfect sense