Logbook of an italian cooperant in Middle East – and elsewhere

Archivio per gennaio, 2017

ARRIVAL – Denis Villeneuve

La linguista di fama mondiale Louis Banks viene reclutata dall’esercito USA quando 12 astronavi appaiono dal nulla in tutto il mondo. Dovrà decifrare il linguaggio alieno e comprendere (e far comprendere a tutti i potenti della Terra) se le loro intenzioni sono pacifiche o meno.

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Siamo nel territorio della fantascienza “intimista” (vedi Martian, anche un po’ Gravity) e riflessiva, quella del rapporto privato tra scienziata e alieni (Amy Adams, brava questa sua interpretazione calda e da subito accattivante, e in odore di Oscar 2017 anche per Animali Notturni), che ci ricorda anche Contact: il regista fa fare allo spettatore lo stesso viaggio chef a Louise nella scoperta di questo mondo alieno.

Eppure, questo è un film sul linguaggio, più che sugli alieni. La teoria alla base del film è del filosofo Sapir-Whorf: un determinato linguaggio non offre solo un modo di esprimere i propri pensieri, ma influenza questi stessi pensieri. In altre parole, ogni cultura esprime lo stesso concetto in modo diverso. E questo potrebbe portare a gravi malintesi, se le lingue del mondo (che già poco si comprendono a vicenda) interpretano la lingua aliena ognuna a suo modo.

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Arrival potrebbe essere tacciato come film “derivato” da altri (anche Incontri Ravvicinati, per il tema della comprensione del linguaggio alieno), ma è invece originale nel racconto, anche per immagini, del mondo alieno. Pur citando i classici infatti, è evidente il tentativo stilistico (riuscito) di superare il cliché del contatto con forme di vita intelligente. Grandi pregi insomma (avrà da dire agli Oscar, ci scommettiamo), ma anche una sceneggiatura non sempre equilibrata, con qualche punto morto.

Denis Villeneuve, oltre a essere uno dei registi più interessanti di questi ultimi anni (suoi Prisoners, Sicario, La donna che canta e anche l’interessante Enemy, sul tema del doppio), sembra volerci sorprendere a ogni nuovo film, perchè esplora un mondo totalmente diverso dal precedente.

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PER CHI AMA IL GUSTO DI: Riflettere sul nostro mondo e sull’incomunicabilità della globalizzazione, attraverso le riflessioni indotte da un film che diventerà un classico sci-fi.

SCENA CULT: Il primo ingresso nell’astronave. Dove la forza di gravità cambia. Trovata registica tanto semplice quanto efficacissima.

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VOTO: 7,5

Cinegusti

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I film che “fanno star bene”

Dopo aver visto “Captain Fantastic” (la recensione di Cinegusti la trovate qui), ho pensato che è proprio questo il tipo di film che consiglierei a tutti, sempre. indipendentemente dal mood del momento, dal tipo di persona che mi chiede il consiglio cinematografico, e dal tipo di film che cerca. Questo è uno di quei film che “fanno star bene”.

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Meglio di una medicina, o di un parco giochi. Quei film che appena li vedi, dici “Cavolo, sto bene!” Non ce ne sono tanti. E sono arrivato alla conclusione che quei pochi che ci sono (altro esempio, stavolta italiano, La Pazza Gioia), sono proprio i miei preferiti.

Quale migliore connubio tra questa canzone, il modo in cui viene cantata e il momento del film in cui la famiglia si prodiga in questo concertino? Anche solo questa scena vale il prezzo del biglietto:

Film super consigliato. A tutti, in qualsiasi momento della vostra vita.